TUTTI I COLORI DEL NERO La varietà immensa delle musiche di discendenza africana Relatore: Marcello Piras @JAZZNOSTOP 2014

Quando: 1 aprile 2014 @ 20:45 - 22:30
Dove: Palazzo Municipale, Fiesso D'Artico VE
30032 Fiesso D'artico VE
Italia
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Costo: Ingresso gratuito
Contatto: 0415160865
biblioteca@comune.fiessodartico.ve.it

martedì 1 aprile

TUTTI I COLORI DEL NERO

La varietà immensa delle musiche di discendenza africana

Relatore: Marcello Piras

L’Africa in musica è spesso immaginata come la “terra dei tamburi”, eterna e immutabile, dei film di Hollywood. In realtà, l’Africa ha dato talmente tanto alla musica dell’umanità, che ancor oggi non si può misurarlo con precisione. Si può solo tracciarne una mappa a grandi linee, di cui il jazz è uno dei rami più robusti. Anche le parentele del jazz con altre musiche nere sono in parte misteriose, e perfino l’albero delle musiche nere fiorite in America dopo la deportazione ha ancora molti collegamenti da chiarire. Tra l’altro, in un sacco di casi una tradizione musicale è stata iniziata da neri e continuata da bianchi o viceversa, o si è incarnata in una specifica comunità meticcia. La conversazione di Marcello Piras tenta di abbozzare un panorama di questo universo e collocare il jazz in una prospettiva in cui “musica nera” finalmente non significhi più un unico colore.

Marcello Piras

Marcello Piras (Roma, 1957) è uno dei più autorevoli studiosi italiani di jazz e musiche nere. Ha iniziato nel 1974 un’attività professionale che abbraccia vari campi di ricerca, studio e produzione, dall’ar­cheologia della musica alla prassi esecutiva dei compositori colti afroamericani, dalla storia del tango al restauro sonoro. Ha pubblicato un volume su John Coltrane, un Cd-Rom sulla discografia jazz e decine di saggi apparsi in vo­lumi di autori vari, enciclopedie e periodici, su argomenti che vanno dalle origini africane della musica alle influenze africane nella musica europea antica, dal Barocco latino-americano al jazz d’avanguardia. Ha additato nuovi standard alla musicolo­gia afro-americana in Italia ed è stato pioniere di campi quali analisi delle forme, filologia dei supporti sonori, paleomusicologia e iconologia musi­cale. Ha tradotto e curato numerosi libri, il più importante dei quali è il monumentale lavoro di Gunther Schuller, Early Jazz e The Swing Era, revisionato con l’approvazione dell’Autore. Come giornalista e cri­tico i suoi contributi sono apparsi in circa 35 periodici in Italia e all’estero. Ha firmato note di copertina (in italiano e inglese) per oltre 30 Lp e Cd. È stato produttore esecu­tivo per ristampe filologiche su Lp di incisioni di James P. Johnson, Lennie Tristano, Charles Mingus e jazz italiano del dopoguerra, e ha restaurato personalmente incisioni di jazz italiano degli anni Venti e Trenta (Il jazz in Italia dalle origini alle grandi orchestre, due Cd, Riviera Jazz Records RJR 009 e 010) e del Modern Art Trio (Modern Art Trio, Déjà Vu 1000017). Ha concepito e co-prodotto la prima re­gistrazione integrale filologica dell’opera pianistica di Scott Joplin su strumento d’e­poca. Per oltre vent’anni è stato una voce familiare per gli ascoltatori della Rai, come idea­tore e conduttore di numerose trasmissioni di successo. La sua esperienza nel mondo dello spettacolo va dall’attività di presentatore in concerti e festival a voce recitante in spet­tacoli teatrali, da curatore di musiche di scena per lavori teatrali di Samuel Beckett (Bing) a consulente storico per il regista Giuseppe Tornatore (La leggenda del pianista sull’oceano). Apprezzato conferenziere, ha dedicato grande parte delle sue energie alla didattica, campo in cui ha svolto un ruolo innova­tivo. Dal 1978 ha insegnato storia della musica, storia del jazz e storia delle musiche nere in numerose scuole e seminari estivi, tra cui il Conservatorio di Bari/Monòpoli. Ha messo a punto un metodo originale per insegnare analisi strutturale nel jazz. È stato il primo a insegnare musicologia in seminari jazz, e ha ideato e realizzato il primo corso di musicologia afro-americana in Italia. Ha tenuto lezioni, conferenze e masterclass per pianisti sulla prassi esecutiva nel ragtime e nella musica colta afroamericana, e ha insegnato in corsi di orchestra jazz a fianco di Gunther Schuller, Bill Russo e Duško Gojković. Come esperto di archivi sonori e di storia della riproduzione sonora, ha messo a punto un nuovo metodo comparativo per individuare le corrette velocità nelle incisioni discografiche dale origini agli anni Venti. Ha inoltre concepito e fondato il Centro Studi Arrigo Polillo in Siena, il primo archivio sonoro jazz in Italia, e ha diretto l’archivio sonoro della Casa del Jazz a Roma. Nel 1992 ha fondato la Sisma (Società Italiana per lo Studio della Musica Afroamericana), di cui è stato ininterrottamente presidente fino al suo scioglimento (2000). Dal 1994 al 2000 è stato direttore artistico del festival Sisma La musica colta afroamericana, con cui ha promosso l’esplorazione della musica scritta nera e di influenza nera dal Rinascimento ai contemporanei. Attualmente sta lavorando a un vo­lume in lingua inglese, That Old Black Magic: The World Dissemination of Black Musical Influence, che segna il primo tentativo di scrivere una storia generale di tutte le musiche di origine o influenza nera dal Paleolitico a oggi, da una nuova prospettiva scientifica che coinvolge paleontologia, evoluzionismo, neuroscienze, lin­guistica comparata, archeologia e musicologia.

Nel 2001-02 Marcello Piras ha vissuto negli Stati Uniti. È stato Research Fellow al Center for Black Music Research, Columbia College Chicago, dove ha insegnato Jazz Styles and Analysis; si è poi trasferito alla University of Michigan, Ann Arbor, come Direttore esecutivo della collana di edizioni critiche Musa (Music of the United States of America) e nel contempo, in qualità di Adjunct Assistant Professor of Musicology, ha tenuto un corso di Black-Influenced Piano Music. In seguito è stato ospitato come conferenziere alla Concordia University, Montréal (Canada). Per gran parte dell’anno risiede tuttavia in Messico, dove conduce ricerche sulla musica messicana dal periodo coloniale al Porfiriato. Sta inoltre realizzando uno studio sistematico dei nastri magnetici registrati dal pianista Umberto Cesàri, su mandato della famiglia del musicista e della SIdMA e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Chieti. È membro del board scientifico internazionale della rivista «Jazz Perspectives», edita da Routledge, New York.

Ingresso gratuito

Iscrizione obbligatoria entro il 21/03/2014

Info: 0415160865

biblioteca@comune.fiessodartico.ve.it

JAZZNOSTOP è un’iniziativa culturale e musicale organizzata dal Comune di Fiesso d’Artico e ideata dalla Biblioteca Comunale Primo Maggio, in collaborazione con Veneto Jazz e Radio 3 Rai, con il sostegno di Fondazione Riviera Miranese nell’ambito del progetto territoriale JJU.