Trame e disegni nella musica classica persiana e ottomana

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Trame e disegni nella musica classica persiana e ottomana

Persian and Ottoman Classical Music

Vahid Hosseinî santûr 2

Stefano Albarello cetra su tavola pizzicata qanûn
Giovanni De Zorzi flauto ney
Vahid Hosseinî cetra su tavola percossa santûr
Presentazione di Giovanni De Zorzi
In occasione della mostra Serenissime Trame. Tappeti della collezione Zaleski e dipinti del Rinascimento

Quali musiche avranno mai risuonato sopra i preziosi tappeti esposti in mostra, provenienti da corti e ambienti aristocratici? Senz’altro la musica classica persiana, detta radîf, e la musica classica ottomana, nota come maqâm, entrambe antichissime ed estremamente raffinate. L’incontro musicale intende dar voce a quelle musiche, ai loro compositori e ai loro strumenti, mettendo in luce come l’estetica musicale del mondo persiano e ottomano sia, fondamentalmente, la stessa estetica che sta alla base dell’arte dei tappeti, della calligrafia e della miniatura dell’arte islamica.

Gli interpreti e i loro strumenti

Stefano Albarello (cetra su tavola pizzicata qanûn) sin dal 1985 si occupa di musica antica, approfondendone l’aspetto musicologico, la prassi del canto e degli strumenti a pizzico medioevali, rinascimentali, barocchi ed arabi. Opera da anni nel concertismo come solista e direttore di insiemi, tra i quali l’Ensemble Cantilena Antiqua. È autore di diversi articoli di carattere musicologico.

Il qanûn è uno strumento di grande antichità molto diffuso in area Mediorientale: il suo stesso nome mostra particolari legami con il mondo greco ellenistico perché esso sembra derivare proprio dal greco kanon (“legge, regola, sistema”), alludendo, forse, alla regolata, ordinata, sistematica disposizione delle sue corde tese su di una tavola armonica trapezoidale.

Giovanni De Zorzi (flauto ney), è allo stesso tempo musicista e studioso: allievo del M.o Kudsi Erguner, negli anni ha svolto una notevole attività concertistica; dottore di ricerca in Etnomusicologia, dal dicembre 2011 è docente di questa materia all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia.

Il flauto di canna ney è uno strumento dal passato millenario: i primi resti archeologici datano al 2500 a.C. ma esso ha assunto un nuovo ruolo nell’opera poeta di lingua persiana Mevlâna Jalâl ud-Dîn Rûmî (1207-1273) e nei repertori musicali della confraternita dei “dervisci rotanti” (mevlevîye) che fiorì dal suo impulso.

Vahid Hosseinî (cetra su tavola percossa santûr) è un giovane musicista iraniano che da diversi anni abita a Roma, dove opera con diversi ensembles di musica tradizionale persiana, quali Toranj e Sarawan. Svolge una notevole attività concertistica che lo ha portato a suonare in vari teatri in Europa e negli USA.

Il santûr è una cetra su tavola che viene percossa con delle sottili bacchette dette mizrab. Anche questo strumento ha una storia che si perde nel passato più lontano: il prototipo dello strumento può esser stato l’arpa, che si pensò bene di disporre orizzontalmente e di percuotere con sottili bacchette, come è possibile osservare nelle fonti iconografiche d’epoca babilonese (1600-911 a.C.) e neo assira (911-612 a.C.). In seguito, lo strumento viene citato nei versi del poeta di lingua persiana Manuchehri (m. 1041) ed appare in miniature che lo ritraggono nell’ambiente della corte persiana di Shâh Abbâs (XV secolo).

Venerdì 8 settembre, ore 19.30

Biglietto aperitivo e concerto: 15 €

Biglietto Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro (visita museo e mostra): 6,50 €

Galleria Giorgio Franchetti
alla Ca’ d’Oro
Cannaregio 3932
Vaporetto Linea 1 fermata Ca’ d’Oro (a piedi: 1 minuto)

PREVENDITE:

Ticketone – www.ticketone.it; Geticket – www.geticket.it.

INFORMAZIONI:
Veneto Jazz - jazz@venetojazz.com - mob. (+39) 366.2700299 – www.venetojazz.com